Google risponde alle richieste degli utenti direttamente dalla SERP: meno click sui siti web?

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Google risponde alle richieste degli utenti direttamente dalla SERP: meno click sui siti web?

I motori di ricerca permettono di collegare un utente a uno o più siti web in grado di offrire una risposta rilevante alla sua query.

Tuttavia dal quartier generale del più grande motore di ricerca al mondo arrivano importanti novità

Sempre più spesso Google risponde direttamente dai risultati della search: l’utente digita una query e la risposta compare direttamente sul motore di ricerca.

Vuol dire che gli utenti riescono a concludere la navigazione semplicemente dopo aver letto il contenuto che Google mette loro a disposizione prima dell’elenco dei risultati o SERP o Search Engine Results Page

Vediamo quali sono gli strumenti utilizzati dal colosso di Mountain View per scavalcare questa lista.

Ecco come Google risponde alle richieste degli utenti dalla SERP

Già da qualche tempo Google ci sta abituando a vedere risultati di ricerca sempre più ricchi di informazioni.

Ecco quali sono

1. Risposta diretta

Le caselle di risposta sono state inizialmente implementate come parte del Knowledge Graph, una funzione introdotta nel 2012 grazie alla quale Google è in grado di rispondere alle query su luoghi, persone, artisti, opere d’arte e tanto altro aggregando molteplici contenuti multimediali all’interno del motore di ricerca stesso.

Ecco il video della presentazione ufficiale

 

Nel caso specifico delle direct answers, Google risponde con un riquadro speciale che precede i risultati della search in cui si trova la risposta diretta alla domanda.

Questa funzione soddisfa tutte quelle richieste che richiedano una risposta singola, come nel caso delle date passate o future, capitali del mondo, punti di riferimento e altro.

esempio direct answer google

Tuttavia questa feature si sta notevolmente arricchendo di elementi. Per esempio, nel caso delle ricerche del significato di un termine straniero (interpretate come domanda indiretta), il riquadro mostra la lista di definizioni, l’origine e la possibilità di tradurlo.

nuove direct answers

2. Snippet in primo piano o Featured snippet

Partiamo dal significato della parola “snippet”:

 Lo snippet è l’anteprima di un sito richiamato nella lista dei risultati di ricerca e comprende titolo, url e descrizione del sito.

La definizione di snippet in primo piano viene data direttamente da Google e indica un riquadro speciale che mostra un riepilogo della risposta estratto dalla pagina web che meglio soddisfa l’intent di ricerca, il link, il titolo e l’url del sito.

La differenza tra risposta diretta e featured snippet è che nel primo caso l’algoritmo fornisce una risposta secca estrapolata dal database, mentre nel secondo caso offre un collegamento con la migliore risorsa web, perché riconosce che l’utente è interessato ad approfondire.

Un recente studio di SEMrush mostra quanto i featured snippet siano in fortissima crescita soprattutto nella disposta a domande

featured snippet questions

3. Multi-documenti

Con lo sviluppo di un recente algoritmo Google sarà in grado di creare articoli originali estrapolando i contenuti dal tuo sito e riproporli direttamente in SERP.

Il documento di ricerca è stato pubblicato lo scorso gennaio:

 

Ciò significa che Google sta sperimentando un sistema automatizzato in grado di estrarre porzioni di contenuti web e di sintetizzarli in un nuovo documento simil-pagina di Wikipedia.

Questa evoluzione degli snippet in primo piano potrebbe essere usata ad esempio per le ricerche vocali.

Sempre più utenti sono soddisfatti dalle risposte che trovano in SERP

Con questi strumenti possiamo vedere con quanta chiarezza Google riesca a risolvere le query degli utenti direttamente nel motore di ricerca, ma prima della SERP e dunque prima che abbia luogo qualsiasi click a un sito web.

Secondo ricerche recenti, i dati che mostrano quanto le ricerche senza click siano aumentate soprattutto da mobile sono decisamente sconcertanti

ricerche senza click

Praticamente succede sempre più frequentemente che un utente faccia una ricerca su Google ma non clicchi su alcun risultato perché è soddisfatto dalla risposta che il motore gli restituisce.

Dalla Silicon Valley il futuro della search viaggia verso forme sempre più innovative di customizzazione dei risultati anche attraverso il rilascio di nuovi algoritmi di Intelligenza Artificiale che riformulano le domande degli utenti per restituire il miglior risultato possibile bypassando il tradizionale algoritmo di ranking. 

In un futuro non molto lontano, la SEO dovrà tener conto di questi dati e chissà che magari non si evolva verso una “On-the-SERP-SEO”.

Nel frattempo, ottimizzare i metatag title e description con gli opportuni testi e call to action diventa cruciale per stimolare l’utente a cliccare il sito e convertire la visita.

Inoltre, scrivere contenuti di qualità sarà sempre più utile per entrare nelle grazie di Big G, il quale premierà i siti che propongono contenuti autorevoli per soddisfare le ricerche degli utenti.

E tu hai mai fatto una ricerca senza cliccare nessun sito web? Scrivilo nei commenti!

Valentina – Promuoviweb • Strategie di Web Marketing su misura

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