Google chiude Google Plus: basso coinvolgimento e problemi di sicurezza

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Google chiude Google Plus: basso coinvolgimento e problemi di sicurezza

Nel 2019 Google Plus smetterà di esistere. Dopo 8 anni di vita Google dichiara il fallimento di quella che sarebbe dovuta essere la risposta a Facebook e Twitter grazie all’enorme mole di utenti Gmail che Big G aveva a disposizione.

A dare la notizia lo stesso Google, che annuncia di cessare il servizio per gli utenti entro i prossimi dieci mesi a causa della poca interazione con il social network e di una falla di sicurezza corretta lo scorso marzo.

Una morte lenta e lunga, quasi annunciata nel tempo dallo stesso Google che con il passare degli anni ha smesso di spingere il prodotto.

Esperimento fallito: i motivi della chiusura di Google +

La notizia della chiusura è stata diffusa nell’ambito del Project Strobe, l’indagine interna di Google finalizzata ad analizzare i comportamenti degli sviluppatori e delle applicazioni di terze parti.

Ecco i motivi del fallimento della sfida di Google.

Mancanza di interazione e scarso coinvolgimento

Complice anche la scarsa intuitività del social, Google ha rivelato che G+ non ha raggiunto un ampio utilizzo da parte di utenti e sviluppatori. Infatti

 

Il 90% delle sessioni utenti di Google+ è inferiore a cinque secondi

 

Questo significa che gli iscritti non hanno creato il livello di interazione necessario a un social network per fare in modo che la rete cresca.

Problemi di sicurezza: esposti i dati di 500mila utenti

Il Wall Street Journal ha diffuso la notizia di un bug delle API Google che avrebbero consentito a terze parti di accedere ai dati degli utenti


A quanto pare da Mountain View si era deciso di non diffondere l’accaduto, visto che la notizia ufficiale sul blog di Google è stata pubblicata poco dopo la pubblicazione della news sul Wall Street Journal, viste anche le immediate conseguenti perdite in borsa.

Google ammette di aver appreso del bug lo scorso marzo, in concomitanza con lo scandalo Cambridge Analytica di Facebook, a cui sono seguiti tanti altri successivi rumori. Forse per evitare la gogna mediatica ha deciso di non rivelare la falla.

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La fuga di dati degli utenti Google Plus

L’azienda ha rivelato che a marzo 2018 è stata scoperta una vulnerabilità delle API Google che avrebbe consentito a circa 438 applicazioni di terze parti di accedere a informazioni private degli utenti, per una stima potenziale di circa 500 mila profili.

La falla risaliva a tre anni fa e i dati coinvolti sarebbero indirizzi email, date di nascita, sesso e professione anche di profili utenti non impostati come pubblici o che avevano negato il consenso con le impostazioni della privacy.

Google chiarisce che il problema è stato immediatamente risolto dopo la scoperta, anche se non ha trovato alcuna prova che questi dati siano stati effettivamente utilizzati, in quanto conserva i registri dell’utilizzo dell’API solamente per due settimane.

Cosa ne sarà di Google Plus

Google ha annunciato che migliorerà la protezione della privacy per le applicazioni di terze parti e che interromperà l’accesso a Google+ nei prossimi mesi, ma in futuro Google Plus diventerà uno strumento aziendale.

Pertanto non si tratterà di una vera e propria chiusura, quanto di una conversione del social network dal pubblico consumer all’utenza business.

 

Fonte: Blog Google

 

Leggi anche: Google ritira i suoi strumenti di annunci a pagamento

 

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Valentina – PromuoviWeb • Strategie di Web Marketing su misura

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