Booking Click: cosa possono imparare gli albergatori dall’evento di Booking.com sul Web Marketing Turistico

Booking Click: cosa possono imparare gli albergatori dall’evento di Booking.com sul Web Marketing Turistico

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Booking Click è stato l’evento organizzato a Amsterdam da Booking.com per discutere sugli scenari attuali e futuri del Web Marketing Turistico.

 Booking si sa è il leader nella distribuzione alberghiera online, e chi meglio della OTA (Online Travel Agency) più usata al mondo per illustrare lo stato di fatto del Turismo e offrire ottimi spunti agli albergatori?

Ecco alcuni estratti del riepilogo dell’evento pubblicato su Tnooz con alcuni consigli per aumentare le vendite online dell’hotel.

Booking Click: cosa possono imparare gli albergatori dalle analisi di Booking

Di seguito riportiamo gli argomenti più rilevanti degli speech in programma al Booking Click organizzato da Booking.com.

 

1. Chatbot e Intelligenza Artificiale

Il Responsabile Marketing Pepijn Rijvers ha dichiarato che un numero sempre crescente di viaggiatori sta utilizzando solo il mobile per fare ricerche e acquisti online. L’utilizzo di questi device aumenta negli utenti l’impazienza e la voglia di ricevere subito risposta alle domande.

 

Oggi le persone pretendono gratificazione immediata dalle aziende sul web

 

Il 40% delle domande dei clienti inglesi di Booking.com riceve già una risposta esaustiva in pochi minuti dalla tecnologia chatbot, che sfrutta il meglio dell’Intelligenza Artificiale.

Cosa può fare l’albergatore

Sviluppare un servizio automatizzato di messaggistica istantanea permette di godere di tantissimi vantaggi.

E’ possibile infatti

  • Comunicare con gli ospiti tutti i giorni 24 ore su 24;
  • Abbattere i costi di customer service e risparmiare tempo prezioso in telefonate di utenti che fanno sempre le stesse domande;
  • Raccogliere dati utili per le profilazioni del target;
  • Gestire più richieste contemporaneamente;
  • Aumentare le conversioni.

Un bot per hotel può essere utilizzato sia per automatizzare le risposte alle domande più frequenti (procedure di check-in e check-out, orari del ristorante e altro), sia per inviare preventivi agli ospiti.

Prima del soggiorno infatti il bot può suggerire le soluzioni più adatte alle esigenze degli utenti oppure l’acquisto di servizi aggiuntivi. Durante il soggiorno può consigliare le cose da fare e le attrazioni da visitare nei dintorni della struttura o fornire istruzioni varie come per esempio il funzionamento dell’aria condizionata o della cassaforte. Dopo il soggiorno può inviare richieste di feedback sui social o sulle piattaforme di guest review.

 

2. Trascorriamo ore online senza mai cercare

Queste le parole di Rijvers. Oggi navighiamo con le dita in base ai post dei nostri amici, ai feed e agli interessi.

La risposta da parte dell’albergatore è investire sulla personalizzazione dell’offerta.

Cosa può fare l’albergatore

L’hotel ha a disposizione tantissimi strumenti per analizzare il target e offrire promozioni personalizzate:

  • Attraverso le attività sul sito ufficiale, disponibili su Google Analytics: pagine più visitate, dati demografici, percorsi di navigazione e tanto altro;
  • Mediante i report delle newsletter: percentuali di aperture, link più cliccati, la lista che reagisce di più alle campagne;
  • Attraverso le statistiche sulle performance del booking engine: percorsi di acquisto, tipologie di camere più prenotate, andamento prenotazioni, tasso di conversione e altro.
  • Con i dati provenienti dalle OTA;

Per non parlare delle tante possibilità di profilazioni offline: le informazioni durante le telefonate, i comportamenti durante il soggiorno e la classifica dei piatti più apprezzati al ristorante.

 

3. Non migliore, ma diverso

Sally Hogshead è un’autrice di bestseller esperta di Marketing e Advertising. Nel suo intervento spiega che nel mondo del Travel avere una proposta di vendita unica significa comunicare il valore che distingue l’hotel da tutti gli altri.

 

L’essere migliore è una qualità soggettiva, solo successiva dalla percezione della differenza della struttura rispetto ai competitor

 

Un attento uso del fascino permetterà di elevare il valore dei brand agli occhi degli ospiti.

Cosa può fare l’albergatore

Esistono tanti modi per essere diversi, basta promuovere la categoria nella quale l’hotel eccelle per una qualità che ne rispecchia il principale vantaggio: es. unico hotel di zona con colazione da asporto, merenda gratis per i bambini ecc.

E’ molto più semplice essere diverso che correre dietro ai concorrenti.

Il fascino gioca un ruolo molto importante nella vendita di camere d’albergo. Si può affascinare un ospite in diversi modi: dalle descrizioni sul sito ufficiale che fanno già pregustare la vacanza, alle tante piccole attenzioni in struttura fino agli auguri di buon compleanno inviati l’anno successivo.

 

4. Sfruttare la tecnologia per migliorare la Guest Experience

Rob Ransom di BookingSuite parla dell’importanza del cloud e della necessità di migliori integrazioni dei software.

Porta l’esempio del software gestionale cloud, una piattaforma accessibile in modalità online che offre non solo la gestione ordinaria delle prenotazioni, ma anche strumenti per controllare la brand reputation e avere le statistiche di vendita sempre sotto mano.

Cosa può fare l’albergatore

L’integrazione con tutte le applicazioni necessarie a gestire la struttura permette di ottimizzare le risorse e creare un’esperienza ospite semplicemente perfetta.

Un software professionale di ultima generazione consente di fare preventivi personalizzati, gestire gli extra da smartphone, monitorare la soddisfazione e incentivare il passaparola. Soprattutto offre statistiche e reportistiche avanzate.

 

5. Pianificazione del viaggio

L’amministratore delegato di Booking.com Gillian Tans sostiene che il tempo speso dagli utenti per pianificare un viaggio è maggiore della durata del viaggio stesso.

Cosa può fare l’albergatore

L’hotel deve semplicemente farsi trovare nel momento giusto, spalmando la propria presenza web in qualsiasi fase d’acquisto.

Ecco alcuni consigli per farlo al meglio:

  • Entrare negli intenti di ricerca con i contenuti social e il blog;
  • Assicurarsi che il booking engine sia semplice da usare, per evitare l’abbandono degli utenti nel momento caldo della prenotazione;
  • Usare strategie online e offline per lasciare un ricordo della struttura.


Per approfondire leggi anche: Cosa cercano i viaggiatori su Google prima di andare in vacanza?

 

6. E’ peggio non far niente che fallire

Jonathan MacDonald, autore del libro “Powered by Change” che spiega come “imparare a cambiare” nel mondo del lavoro trasformando prima se stessi, parla dei rischi dell’inazione.

“Quando calcoli le tue entrate, click-to-rate, occupazione della camera, ecc., voglio che tu calcoli anche i rischi legati al non fare nulla​
Nel turismo il ROI si misura con azioni concrete: i clienti non arrivano in un albergo solo per magia.

Bisogna non solo fare in modo che bussino alla sua porta, ma stimolare in loro l’intenzione e la necessità stessa di bussare.

Cosa può fare l’albergatore

Aggiornare se stesso e il suo hotel. Migliorare l’accoglienza e i servizi materiali della struttura e la comunicazione e distribuzione sul web.

Ecco alcuni 6 consigli pratici per aumentare le prenotazioni dirette:

Aumentare le prenotazioni dirette significa lavorare su tutti i canali in cui il sito ufficiale dell’hotel è presente, perché presto essere primi su Google non servirà più.

 

Presto il futuro della ricerca terrà conto dei nuovi strumenti digitali come Assistenti Vocali e Intelligenza Artificiale, con sempre meno click ai siti web e una sempre maggiore necessità di essere presenti sul web con contenuti e risorse di qualità sia per i motori di ricerca che soprattutto per gli utenti.

 

Leggi anche: 6 regole di ottimizzazione dei contenuti web da applicare assolutamente

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Valentina – PromuoviWeb • Strategie di Web Marketing su misura

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